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La sorella di Mozart, Nannerl, in un ritratto
Ritratto di Maria Anna “Nannerl” Mozart – 1763 circa, di Pietro Antonio Lorenzoni.

Una bambina nata in Austria nel 1751 è un genio musicale. Suo padre, valente violinista e compositore, è un uomo dal carattere severo; sua madre è una donna di casa, ciarliera e vivace, ma sottomessa all’autorità del capofamiglia. Per quella bambina, la musica è un fatto naturale, cui si accosta con gioia e autentico divertimento. Le sue mani corrono sulla tastiera del clavicembalo con una velocità stupefacente; è in grado di trascrivere a memoria ogni melodia, traduce in musica qualunque suono e i rumori sgradevoli le fanno venire il mal di pancia. Peccato che sia femmina — pensa forse suo padre; sarebbe inutile farle studiare composizione. Ma poi nasce un fratellino: finalmente il maschio! E anche lui, in barba al calcolo delle probabilità, è un enfant prodige.

Quei bambini sono Maria Anna detta “Nannerl”, e Wolfgang Amadeus, Mozart.

La figura di Nannerl, la sorella di Mozart, è stata perlopiù ignorata. Quasi tutti i biografi del genio austriaco — del quale era l’unica sorella, maggiore di cinque anni — hanno sorvolato sulla sua esistenza. Quando compare è solo per far da contraltare a Wolfgang: lui un genio, lei al massimo una discreta interprete. Eppure il suo straordinario talento musicale è ampiamente documentato.

Per cominciare, Nannerl Mozart era una virtuosa nell’arte di suonare il clavicembalo; negli anni dell’infanzia, i piccoli Mozart si esibivano in coppia come bambini prodigio e, nelle locandine e negli articoli dell’epoca, lei aveva il primo nome e lui il secondo.
E’ anche provato che Nannerl si sia cimentata nella composizione, malgrado nessuna musica da lei scritta sia giunta fino a noi; in alcune lettere giovanili, Mozart fa chiari riferimenti alle musiche composte da sua sorella e la esorta a produrne di nuove, perché “la tua musica, in una parola, è bella!”
E quand’erano adulti, lui le chiedeva pareri sulle proprie opere — e parlava di lei come di “mia sorella, colei che possiede il vero talento”.

Abbandonò la propria carriera artistica a vantaggio di quella
del fratello.

E’ quasi incredibile come i segni del passaggio di Nannerl su questa terra siano stati ignorati o sottovalutati: la grande influenza che lei ebbe sulla vita del Maestro è fuori discussione. In una delle due case-museo di Mozart a Salisburgo, una stanza è dedicata al suo amore per la musica. Ma non esattamente per la propria. All’ingresso troneggia, a caratteri cubitali, la scritta che vedete qui accanto.

Mozart, dunque, sarebbe divenuto il genio che conosciamo, se non avesse avuto una sorella piena di talento da imitare, con la quale rivaleggiare e dalla quale ricevere sostegno?

La sorella di Mozart: una breve biografia

Maria Anna Walburga Ignatia Mozart nacque il 30 luglio 1751 a Salisburgo, in un palazzo situato in una strada oggi denominata Getreidegasse (“vicolo delle granaglie”), al numero 9. I suoi genitori, Leopold Mozart e Anna Maria Pertl, ebbero in tutto sette bambini, ma solo Nannerl e Wolfgang superarono i primi mesi di vita; a quel tempo la mortalità infantile era una vera piaga. Nannerl era la quarta figlia; la madre diede alla luce altri due bambini dopo di lei, che pure morirono in fasce, e alla fine, il 27 gennaio 1756, alle otto di sera, nacque Wolfgang Amadeus.

Leopold Mozart, musicista presso la corte di Salisburgo, riconobbe molto presto nella figlia — e poi, naturalmente, anche nel figlio — uno straordinario talento musicale e la iniziò allo studio del clavicembalo. A partire dal 1762, quando Nannerl aveva poco più di dieci anni e Wolfgang sei, i due bambini furono scarrozzati per l’Europa dall’ambizioso padre, esibendosi per le teste coronate e per i potenti del tempo. La famiglia effettuò diverse tournée artistiche, una delle quali si protrasse per ben tre anni (dal 1763 al 1766). Durante questi viaggi, entrambi i bambini si ammalarono seriamente a più riprese, anche di malattie potenzialmente mortali come vaiolo e tifo — ed entrambi guarirono.

Ritratto dei piccoli Mozart
Miniatura su avorio che ritrae i piccoli Mozart, di Eusebius Johann Alphen.

Al tempo, il rapporto di fratellanza tra Wolfgang e Nannerl doveva essere solido e profondo. Affetto, complicità e musica per i piccoli Mozart erano la stessa cosa; nelle loro menti si accendevano forme e soprassalti timbrici che solo loro comprendevano, che solo loro condividevano. Wolfgang era una forza della natura racchiusa nel corpicino di un marmocchio che sembrava ancor più piccolo della sua età; esuberante, impudente, amava lo scherzo e la derisione. Nannerl era meno assertiva e più introversa — come si deduce leggendo l’epistolario di famiglia e il diario che lei teneva.

Ma poi, le circostanze della vita e i diversi destini separarono fratello e sorella, e la distanza fisica segnò l’inizio di un progressivo estraniamento affettivo. Quando Nannerl divenne un’adolescente, Leopold ritenne che il figlio maschio fosse più adatto a portare alla sua famiglia la fama e la fortuna che egli bramava; la femmina fu messa da parte. Nel 1769 padre e figlio partirono per l’Italia, la patria dell’Opera, in cerca di gloria — e Nannerl fu lasciata con la madre a Salisburgo, dove prese a dare lezioni di clavicembalo allo scopo di finanziare il viaggio degli uomini di casa.

La storia di Nannerl è quindi la storia di un sacrificio femminile, del tutto coerente con l’organizzazione familiare e sociale della sua epoca. Un sacrificio per il quale, però, la giovane donna pagò prezzi salati quanto le lacrime di rabbia che dovette versare in silenzio.

La rinuncia all’espressione artistica è una forma di mutilazione spirituale — una mutilazione che inesorabilmente ebbe effetti sulla psiche della giovane musicista. Dall’epistolario di famiglia emerge la figura di una ragazza affetta da numerosi malanni, tra i quali una serie di terribili accessi di emicrania, che — non a caso — la coglievano sempre nei giorni successivi alla partenza del fratello per qualche impegno musicale. Nannerl, riferisce il padre nelle sue lettere, si chiudeva nella propria camera al buio, si fasciava la testa (curiosa usanza del tempo) e non si muoveva per ore, per giorni.

Ogni relazione umana raggiunge un punto di incrinatura; oltre quel punto, la crepa si allarga fino a portare inevitabilmente
al crollo. Il processo era avviato e non c’era ritorno. Il mio rapporto con Wolfgang, per la prima volta, correva un pericolo grave…
(La sorella di Mozart)

Non solo a suo fratello erano date possibilità che a lei erano precluse, ma Nannerl aveva perso la compagnia di colui che un tempo era stato il suo più caro amico e confidente: Wolfgang. Il rapporto con il quale non poté non incrinarsi. E la crepa, pian piano, nel tempo, si ampliò — fino alla rottura.

Nel 1778, Anna Maria Pertl — la madre — morì e nel 1781 Wolfgang, ormai un compositore notissimo e apprezzato, si trasferì a Vienna; si sposò con Constanze Weber ed ebbe due figli. Nannerl rimase invece a Salisburgo con il padre, finché nel 1784, a 33 anni, non prese marito — un uomo di grandi mezzi, il barone Johann Baptist von Berchtold zu Sonnenburg (è assai probabile che si sia trattato di un matrimonio di convenienza). Si trasferì a Sankt Gilgen, un piccolo paese ad alcune ore di carrozza da Salisburgo, nella dimora del consorte; ebbe tre figli e si prese cura dei figli di lui, che era vedovo, abbandonando completamente le attività musicali per quasi vent’anni. Inoltre smise quasi del tutto di corrispondere con Wolfgang. Ma forse, chissà, di quando in quando, alla sera, si ritrovava a fissare fuori dalla finestra il paesaggio innevato, domandandosi da quale parte fosse Vienna e che tipo d’uomo suo fratello fosse diventato…

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La tomba di Nannerl Mozart e di Michael Haydn a Salisburgo.

Leopold Mozart morì nel 1787; fratello e sorella ebbero dissapori sui beni ereditati e questo segnò la rottura definitiva dei loro rapporti. Fino a quel brutto giorno del 1791, nel quale a Nannerl giunse — inaspettata e terribile — la notizia della morte di Wolfgang a soli trentacinque anni. Solo allora apprese, con dolorosa sorpresa, delle difficoltà nelle quali suo fratello aveva vissuto negli ultimi tempi. Se l’avesse saputo, se non avesse rotto i rapporti con lui, forse avrebbe potuto aiutarlo…

Ma poi, nel tempo, riemerse dal baratro del dolore e trovò una nuova ragione di vita nell’attività di promuovere la figura e la musica di Mozart. Nel 1801, dopo la morte del marito, ritornò a Salisburgo e riprese a insegnare il clavicembalo; e soprattutto, iniziò a collaborare con i biografi di Mozart e a sollecitare e sorvegliare la pubblicazione delle sue composizioni — anche autenticando quelle originali, rispetto ai molti falsi che iniziarono a spuntare da ogni parte. Poiché lei sola conosceva a fondo come fosse proprio, e sapeva riconoscere in modo infallibile, il vero stile del Maestro.

Negli ultimi anni della sua vita, Nannerl strinse una relazione affettuosa con Franz Xaver Wolfgang Mozart, suo nipote, il figlio più giovane del fratello — che era un musicista e che lei amava molto sentir suonare “nello stile di suo padre”. Morì il 29 ottobre del 1829, a ben 78 anni. Oggi è sepolta a Salisburgo, nell’abbazia di S. Pietro, accanto a Johann Michael Haydn — il fratello, a sua volta musicista, di Franz Joseph Haydn. Curiosamente, la sorella di Mozart e il fratello di Haydn sono sepolti l’uno accanto all’altra, sotto la stessa lapide.

4 commenti all'articolo “Che fine ha fatto la sorella di Mozart?”

  1. Come mai non vi è la versione italiana del film solo in francese con sottotitoli in spagnolo, come mai nessuno ha pensato di inserire anche sottotitoli in italiano?

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