Marx a RomaMi permetterei di suggerire a coloro che abitano a Roma, o ci si trovano di passaggio, di andare a vedere lo spettacolo che ho visto l’altra sera. E mi piacerebbe che coloro che si occupano di “circuitazione” teatrale si adoperassero per farlo “circuitare”. E mi piacerebbe anche che lo spettacolo in questione fosse visto dai cattolici, dai moderati, dalle persone che si qualificano di destra; che non restasse circoscritto ai cenacoli marxisti, perché parla di Marx.

Tutto questo non c’entra molto con Wolfgang Amadeus Mozart, di cui più spesso e volentieri il blog si occupa (anche se, per la verità, il Maestro è ampiamente nominato nel testo teatrale), né più in generale con la musica. Ma c’entra con diverse cose non meno importanti. Con il tentativo appassionato di scrollare i miti dalle interpretazioni strumentali. Con il tentativo faticoso di vedere una realtà differente da quella che ci viene abilmente raccontata spacciandola per “verità”. Con la possibilità, magari, di immaginare un ordine ancora diverso per la vita sociale, che non sia né una magnifica utopia (?) del passato, né la meno magnifica realtà odierna. Nel momento che stiamo attraversando, credo sia particolarmente importante cercare una strada per i propri pensieri. E per piacere, ogni tanto, spegniamo la televisione.

Marx a Roma

Da Marx in Soho di Howard Zinn, traduzione e adattamento di Andrea Grignolio.
Con Graziano Piazza e Francesca Fava. Regia di Giancarlo Nanni.
Fino al 24 febbraio 2008 al Teatro Vascello di Roma, via Carini 78, tel. 06 5881021.
Costo del biglietto: € 15,00 compresa la consumazione.

8 commenti a: Karl Marx è tornato e si aggira per Roma (o per i suoi teatri)

  1. ebbene si, hai proprio ragione Rita, sono molto contento delle tue parole. Per me, riportare Marx sulla terra è veramente la possibilità di renderlo più vicino, di umanizzarlo, di mostrare le sue contraddizioni(soprattutto nel rapporto con la moglie), è lasciare una traccia leggera e ironica per ricordarci che questo sistema di vita non è l’unico possibile. Guardarsi profondamente negli occhi e non tentare inconsapevolmente di vendersi e comprarsi, ma semplicemente ascoltarci e condividere.
    Finalmente posso farti i complimenti per il tuo blog, così, pubblicamente.
    Graziano

  2. Grazie dei tuoi complimenti, ma soprattutto delle emozioni che mi hai donato nel vederti interpretare il personaggio; e grazie anche di quel velo di tristezza che, come sai, alla fine mi ha avvolta.

    Già, perché Graziano (Piazza) è il fantastico Karl Marx dello spettacolo.

  3. Primo passaggio: letto, considerato, rletto più attentamente. Notevole, serio di una serietà inusuale(sui blog soprattutto), comprerò il libro, Mozart fa già parte della colonna sonora della mia esistenza. Ciao

  4. quella di spegnere tutti la televisione, ho idea, oggi sarebbe la più grande rivoluzione. a Parma non siamo messi male come teatri, speriamo si affacci…

  5. @ Enzo: grazie, ti ho anche risposto sul tuo blog. Bella la tua idea di dedicare un post al crearsi di un’unione ancora troppo disunita.

    @ Guccia: anche a te ho risposto su uno dei tuoi blog. Qui aggiungerò soltanto: e allora… spegniamola!

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