Ambra3La stranezza di questa immagine è nella, diciamo così, sostanza costitutiva del giovinetto che vedete sulla destra: nonostante l’espressione “viva” possa far pensare diversamente, è di cera. Me l’ha mandata Ambra da Milano, che l’ha scattata nel corso di un bel viaggio a Salisburgo. Vicino alla casa natale di Mozart, racconta Ambra, c’è un negozio dove si vendono souvenir mozartiani e salisburghesi, all’interno del quale era stata allestita una mostra con personaggi in cera e scene settecentesche; il tutto, naturalmente, accompagnato dalla musica del Maestro. Grazie, Ambra!

E a proposito di luoghi mozartiani, guardate qui sotto questo brevissimo video, girato nella casa natale di Mozart (senz’altro fraudolentemente): vi era stata allestita una mostra nella quale un personaggio vestito in abiti settecenteschi sparava a un cagnolino, che stava in piedi su un clavicembalo. Gli autori del video si chiedono cosa mai volesse dire.

La spiegazione credo sia nel gioco del fucile, del tutto innocuo, che si faceva a Salisburgo nei salotti all’epoca di Mozart (nel mio romanzo La sorella di Mozart se ne parla a pag. 140). Si sparavano proiettili piumati, mirando a figurine dipinte a colori accesi su tavole di legno. Non sono rimaste tavole originali dell’epoca, ma alcune sono state ricreate sulla base delle minuziose descrizioni che lo stesso Mozart ne fa in alcune lettere. E guardate un po’ quale scena è dipinta su una di queste tavole, dove si vede chiaramente il segno del bersaglio: Nannerl, la sorella, seduta al cembalo con Pimperl, il fox terrier a pelo ruvido di famiglia, ritto sulle zampe posteriori.

Bersaglio

10 commenti a: Stranezze mozartiane n. 2

  1. non ne sapevo nulla di questo gioco. vorrei tanto andare a vedere la casa di mozart! ho delle registrazioni di schiff, che suona il fortepiano di mozart nella stanza dove lui è nato

  2. Si,si conosco questo gioco. In fatti nel mio viaggio a Salisburgo ho trovato delle cartoline che rappresentano proprio queste tavole, con vari soggetti.

    Bellissima la foto ^___^ peccato che lui di cera sembri vivo ed io viva sembro… di cera…ahahahah!
    Tutto sommato siamo una bella coppia…

    Grazie a te Rita!

    Ti abbraccio, Ambra

  3. Rita non lo so ancora. Il materiale si sta ammucchiando e io sarei ben felice di condividerlo. Ma certe testimonianze sono troppo private, altri lavori li faccio in collaborazione e non voglio farli solo miei, altre ancora aspettano di cercare pubblicazione in gruppo.
    Però qualcosa, di sicuro, mi scappa 😉

    Avrei dovuto laurearmi in antropologia 🙂

    Ho visto solo ora la pagina dei luoghi mozartiani.
    Ma sei bellissima!
    Non ho ancora fra le mani il tuo libro, ma ho proprio voglia di leggerlo, secondo me scrivi come una donna 😉

  4. In magazzino a Bologna me lo da non disponibile, ma non mollo. Provo lo stesso a ordinarlo. Mi piaceva tenerne almeno una copia in vendita nel nostro piccolo angolo di libreria.

  5. “Scrivi come una donna” mi piace da morire, Guccia. Mi dispiace, invece, che il libro sia di difficile reperimento. Se proprio non ce la fai a trovarlo fammi sapere che cercherò di capire se si può intervenire in qualche modo. Ciao!

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