Sono colpevole. Ho trascurato il blog, da un mese a questa parte. Perché sono stata negli Stati Uniti, e per la precisione a New York. Ho incontrato lo staff del mio editore americano, Crown, in vista dell’uscita del mio romanzo La sorella di Mozart, (tradotto semplicemente Mozart’s Sister), in tascabile (il 22 luglio, questo martedì) e ho fatto alcune ricerche a Staten Island per il nuovo libro (il terzo: il secondo uscirà per Piemme tra qualche mese).

Tra escursioni in rete e consigli di amici sono riuscita a raggranellare qualche informazione utile a chi si metta in viaggio per le lontane Americhe, che vi passo.

Biglietto aereo. Senz’altro conviene il biglietto elettronico, e conviene cercarlo utilizzando i super-motori su Internet. Al di là dei noti Expedia, Lastminute e Volagratis è piuttosto interessante Momondo. Quest’ultimo cerca anche all’interno degli altri motori di ricerca, quindi offre una panoramica abbastanza ampia delle possibilità.

Alloggio. Avete mai provato a servirvi di Bed and Breakfast.com? Ogni struttura ha una pagina dedicata, corredata di fotografie e commenti dei viaggiatori che vi hanno alloggiato. Non sempre, però, i commenti sono veridici, e probabilmente non sempre sono veri. D’altra parte, le migliori strutture hanno una propria pagina web, grazie alla quale è possibile (forse) farsi un’idea più accurata di quello che ci aspetta.

Assicurazione sanitaria. Purtroppo non in tutti i Paesi del mondo la cura degli infortuni è un diritto. A proposito degli USA circolano diverse agghiaccianti dicerie: incidentati lasciati ad agonizzare sui marciapiedi perché non avevano in tasca una carta di credito, viaggiatori ai quali è stata salvata la vita che hanno poi lavorato tutta la vita per pagare chi gliel’aveva salvata, e così via. E’ un fatto che se malauguratamente vi fratturate un osso (corna facendo) o anche solo vi fate un taglietto da punti, vi ritroverete con una parcella astronomica da saldare. Quindi è d’obbligo un’assicurazione che copra le emergenze. Ce n’è una molto conveniente, specifica per i viaggiatori avventurosi, consigliata dalla celeberrima guida Lonely Planet. Si chiama World Nomads e si stipula on line: eccola qui.


Immagine di apertura: Yoann Yezequel @ Flickr Creative Commons, licenza CC BY 2.0.

6 commenti a: Vacanze (o quasi) negli USA

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