Segnalo due post recentemente pubblicati su altrettanti blog, che si occupano del mio romanzo La sorella di Mozart. Il primo è una recensione, il secondo un “book contest” — cioè, tra tutti coloro che lasceranno un commento c’è in palio una copia del libro con dedica (l’estrazione avrà luogo sabato 22 gennaio).

Recensione: LA SORELLA DI MOZART, di Rita Charbonnier

da Isn’t it romantic?

LA SORELLA DI MOZARTQuando si dice che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna, solitamente si pensa a una moglie o a una donna amata; stavolta invece è una sorella, Nannerl Mozart (al secolo, Maria Anna Walburga Ignatia), personaggio realmente esistito e che come talento era alla pari del famoso fratello. Perché allora non sappiamo nulla di lei? Con questo romanzo Rita Charbonnier prova a dare una risposta (certo romanzata, ma su basi reali) a questa domanda. Il risultato è un bellissimo romanzo con una bellissima protagonista; Nannerl mi ha letteralmente conquistata per tanti motivi, in primis per la sua modernità.

Innanzitutto Nannerl ha una grinta e una vitalità notevoli, che purtroppo vengono poco apprezzate in un’epoca in cui le donne sono principalmente considerate proprietà degli uomini (che siano padri, fratelli o mariti poco importa), o al massimo graziosi elementi decorativi nei salotti: qualsiasi talento possedessero (come viene rimarcato nella vicenda della baronessa che manda la figlia a lezione dalla protagonista) doveva servire unicamente a esibirsi nei salotti per attrarre il miglior partito possibile. Non per niente una buona educazione comprendeva anche il saper suonare uno strumento; ma chi cercava di emergere, di affrancarsi da questo schema riduttivo e usare il proprio talento per dare un senso alla vita, veniva ostacolata in tutti i modi.

Nannerl è vittima per anni di quest’atteggiamento: da bambina il padre Leopold la incoraggia a coltivare il suo talento esclusivamente per servirsi di lei esibendola nei salotti (prima da sola, poi insieme al fratello) per soddisfare la sua non troppo celata ambizione, il suo desiderio di acquistare attraverso i figli la fama che egli non ha mai ottenuto; ma, mentre incoraggia Wolfgang e fa numerosi sacrifici per sostenerlo, senza accorgersene (o senza darvi importanza) demolisce e sacrifica Nannerl, costringendola a rinunciare ai suoi sogni per favorire l’ascesa del fratello (è grazie al lavoro di Nannerl come insegnante di piano e ai sacrifici economici suoi e della madre se i due Mozart maschi possono permettersi il viaggio in Italia che sarà fondamentale per l’istruzione e la carriera del genio della musica). Per questo il rapporto tra padre e figlia sarà, per la maggior parte del romanzo, sofferto e rancoroso, un amore-odio che si concluderà solo verso la fine dei giorni di Leopold Mozart.

>> Leggi tutto l’articolo su Isn’t it romantic?

La sorella di Mozart di Rita Charbonnier

da JuneRossBlog.com

Non è facile presentare questo romanzo. Bisognerebbe prima, a mio modesto parere, immergersi completamente nelle melodie di Mozart, nei suoi andanti, nelle sue sonate… Poi aprire il romanzo e sulle stesse note farlo scorrere. Note dolci all’inizio, note veloci con dita che si incrociano nel mezzo, note malinconiche nel finale. Le stesse note che avvilupparono la vita di Nannerl, che tanto amò suo fratello al punto da rinunciare alla sua brillante carriera.

Chiudete gli occhi, stanno scorrendo le note della Fantasia KV 397 di Mozart. Percepite la meraviglia di una bimbetta quando scopre di avere un fratellino? Ascoltate le risate e i piedini dei due bambini che si rincorrono per il giardino. E di nuovo, la tenerezza di Nannerl per suo fratello. La malinconia, condita da una nota di rabbia, con cui guarda al passato, ma ormai con un senso di pacifica rassegnazione, perché i ricordi belli sono quelli più vivi nella sua mente. Tutto questo e di più è La sorella di Mozart.

>> Leggi tutto l’articolo su JuneRossBlog.com

Vuoi dire la tua sull'argomento?