Lavorare-con-lentezzaLavorare con lentezza: questo il titolo del terzo libro di Bruno Contigiani, dopo Vivere con lentezza (Orme 2008, poi riedito da Dalai) e Chi va piano (Rizzoli 2009). Bruno, e l’intero staff di Vivere con lentezza che lui presiede, sono cari amici per me, come si vede anche da altre pagine del blog: a proposito di Chi va piano, di Leggevamo quattro libri al bar, della Giornata Mondiale della Lentezza.

Era capo ufficio stampa di IBM Italia, di Telecom Italia Corporate e di Telecom Progetto Italia (quindi uno stressatissimo manager) quando uno sfortunato, o forse fortunatissimo, tuffo in mare costrinse Bruno Contigiani a rallentare i suoi ritmi di vita. Allora fondò L’Arte Del Vivere Con Lentezza Onlus e prese a organizzare spiritose iniziative in Italia e all’estero (New York, Tokyo, Shanghai), come le multe ai passanti troppo frettolosi, che intratteneva con ironici quanto profondi ragionamenti sul loro rapporto con il tempo; prese anche a discutere con gli studenti di alcune delle maggiori università del mondo di come cambiare l’economia e il lavoro per porre le basi di una società migliore. Poi, un giorno, in una tragicomica esperienza a fianco di un (ex) Ministro della Repubblica italiana, scoprì il profondo disprezzo per il lavoro che quotidianamente tante persone verificano sulla loro pelle.

Da queste esperienze è nata la riflessione sul senso del lavorare con lentezza, tra passione, fatica e senso della collettività. Lavorare con lentezza. Per l’economia che verrà (Dalai editore, 256 pagine, 18,50 euro), ricco di consigli per affrontare il mondo del lavoro senza stress, è dedicato a tutti coloro che vanno a lavorare pensando di partecipare alla più grande avventura della loro vita, anche quando il lavoro… fa schifo; a tutti coloro che non hanno abbandonato i loro sogni in un cassetto e non rinunciano a realizzarli. La fiducia e la speranza in un futuro migliore non sono crollate, perché in Italia e all’estero Bruno ha conosciuto un movimento di «uomini economici» che già hanno cambiato rotta e hanno introdotto in prima persona l’etica dell’economia che verrà.

Questo libro ci pone di fronte a un bivio: stare con l’Italia che non funziona o con quella che funziona; l’Italia furba, cialtrona e fannullona o l’Italia operosa e creativa; l’Italia delle chiacchiere, delle urla, dell’autodenigrazione e delle lamentele o l’Italia delle idee, del bello e della gentilezza; l’Italia delle mille connivenze o l’Italia onesta.

“Essere ambiziosi e altruisti” dichiara l’autore “è una delle chiavi per arrivare alla realizzazione dei nostri piccoli e grandi progetti. Condividere le proprie scoperte con il mondo e fare del proprio stile di vita un nodo della rete, da vivere in un continuo ‘open source’. Se sei un manager, un impiegato oppure una commessa, non dimenticare di essere ambizioso e altruista e di dare il tuo piccolo colpo d’ali, la differenza che ognuno di noi è in grado di fare, ricostruendo la fiducia, la grande vittima di questa profonda crisi.”

Seguono i “comandalenti” del lavoro. A fondo pagina, i link per ordinare il libro online.

  • Prima regola: non ci sono regole, o meglio rompi le regole.
  • Non pensare al maggior profitto nel minor tempo possibile: l’unico risultato certo sarà un grandissimo stress.
  • L’impresa è un creativo esperimento umano che mira a migliorare la vita (Mihaly Csikszentmihalyi).
  • Cerca di sviluppare una grande capacità di ascolto dei tuoi colleghi, collaboratori o dei tuoi dipendenti, avendo sensibilità per le esigenze delle donne.
  • Passa le informazioni e cura il vivaio, senza timori di chi ti dovrà sostituire.
  • Scollegati dalle nuove tecnologie nel tempo libero e rivolgi la tua attenzione ai tuoi figli, alla/al tua/o ragazza/o o a un libro. Non riempirti tutti i weekend di impegni o di gite fuori città.
  • Impara a usare con intelligenza e allegria i tempi morti derivanti dagli imprevisti, le ceneri del vulcano islandese Eyjafjallajökull non ti hanno insegnato niente?
  • Rottama il tuo amore per il multitasking, il cervello di chi fa più cose in contemporanea lavora male, perde in attenzione, memoria ed è predisposto agli errori.
  • Abbandona la tua cieca, sorda e caparbia ostinazione di pianificare il futuro, la nostra vita è governata dall’improbabile: i famosi cigni neri.
  • Smetti di lamentarti per il momento difficile, le cose non cambiano di fronte ai piagnistei. Il futuro non è obbligatoriamente uguale al presente.
  • Vai dove ti porta il lavoro.
  • Se hai un problema anche grave non affrontarlo da solo, non soccombere al peso della sfiducia, della rabbia e della paura del futuro. Condividi le tue difficoltà con la famiglia, gli amici o con le istituzioni o con emeriti sconosciuti.
  • Senza il balsamo della speranza non si vede nulla, nemmeno le occasioni favorevoli.
  • Con il tuo aiuto puoi cambiare la giornata a tante persone.
  • Certe volte non serve cambiare lavoro, in alcuni casi basta cambiare il nostro atteggiamento.
  • Non sei solo testa e cervello, cerca un equilibrio anche nelle tue mani.
  • Ricordati che non tutto è urgente, alcune cose sono addirittura inutili, prendi tempo prima di avviarle.
  • Sii ambizioso/a e altruista.

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