Roma percorsi genfemm2Di solito non mi spertico; le segnalazioni di libri che pubblico su questo blog non equivalgono automaticamente a “consigli per gli acquisti”. In questo caso invece mi permetterei di consigliare a chi vive nella capitale, o vi si rechi in visita, di procurarsi Roma. Percorsi di genere femminile (Iacobelli Editore) e di percorrere, o ripercorrere, Trastevere e il Gianicolo (o “Giannicolo”, come dicono i romani) col naso un po’ all’aria e un po’ alle pagine.

Il volume sarà presentato questo mercoledì, 9 novembre 2011, presso Palazzo Corsini alla Lungara. La presentazione si concluderà con una visita alla Galleria Corsini, ricca di tesori artistici, condotta dalla storica dell’arte Adriana Angelelli con il supporto della formatrice Alessandra Forteschi. Appuntamento alle 17 in via della Lungara, 10.

L’idea della guida – spiega la curatrice, Maria Pia Ercolini, docente di Geografia turistica – nasce da un’esperienza didattica.
 Roma è nota per i suoi uomini illustri (imperatori, consoli, papi, condottieri, politici…) mentre restano spesso invisibili i segni lasciati dalle donne; donne diverse, il cui passaggio nella storia è stato talvolta deliberatamente cancellato. La guida intende quindi proporre a lettrici e lettori la narrazione di uno spazio urbano che non sia declinato solo al maschile.

Il percorso parte da un luogo simbolico, la Casa internazionale delle donne in via della Lungara, un edificio che per secoli ha rappresentato l’oppressione femminile (era un “conservatorio”, atto a “togliere dal peccato le donne di vita disonesta”, ovvero le povere e in generale tutte quelle fuori dai ranghi) e ne ha capovolto la funzione, facendosi centro della solidarietà e della vivacità culturale femminile. Si prosegue poi verso il colle del Gianicolo, per concludere la passeggiata a ponte Sublicio. Tra gli angoli e le piazze di questa parte della città, i luoghi più significativi sono riproposti attraverso lo sguardo delle loro protagoniste: Cristina di Svezia, Anita Garibaldi, Colomba Antonietti, Santa Cecilia, o anche Giorgiana Masi, per citarne solo alcune; fino ad arrivare, con un sorriso affettuoso, a Elena Fabrizi, la Sora Lella.

1237-Sovra.inddIl Gianicolo mi è particolarmente caro ed è un luogo molto presente nel mio romanzo Le due vite di Elsa. Alla sommità del colle troneggia il monumento equestre a Giuseppe Garibaldi e, a poca distanza, quello alla prima moglie, e sempre rimpianta compagna di vita e battaglie, Ana Maria de Jesus Ribeiro, detta Anita.

Fu eretto nel corso delle solenni celebrazioni garibaldine del 1932, la macrostoria che nel mio romanzo fa da sfondo alla microstoria della protagonista, Elsa, e al suo incontro con la figura mitica dell’eroina.

Se la mia fonte primaria per i retroscena di quelle celebrazioni è stata il libro Nate dal mare (Il Saggiatore, 2003) di Anita Garibaldi – figlia di Ezio Garibaldi, figlio di Ricciotti Garibaldi, figlio di Giuseppe e Anita – la guida pubblicata da Iacobelli ospita il contributo di un’altra discendente diretta, Annita Garibaldi Jallet: figlia di Sante Garibaldi, figlio di Ricciotti, figlio di Giuseppe e Anita.

E poi ci sono i contributi di Lidia Ravera, Edda Billi, Rosa Oliva, Rosanna Pace, Leila Zamm e molti altri. In questo ampio lavoro collettivo si è cercato di utilizzare un linguaggio rispettoso delle differenze di genere – perché la lingua è il veicolo del pensiero che tuttora subordina il femminile al maschile.

Il viaggio proseguirà l’anno prossimo sulla riva opposta del Tevere con un secondo volume. Intanto, le strade di Roma hanno già cominciato a cambiare colore.

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