Una decina di giorni fa ha preso a girare su Internet un articolo in inglese intitolato Top 10 reasons to date men who read, dieci ottime ragioni per uscire (romanticamente parlando) con uomini che leggono. Ho trovato l’idea divertente e pensavo di tradurlo per pubblicarlo qui, ma questo blog mi ha battuta sul tempo.

Aggiornamento: la pagina è stata rimossa. Anzi, il blog intero non esiste proprio più.

Dopodiché, a ridosso dell’8 marzo, esce un post speculare su Lìberos, comunità di lettori con sede in Sardegna: Dieci buoni motivi per uscire con una donna che legge.

Entrambi i decaloghi (per così dire: non si tratta, evidentemente, di norme) mi sembrano un tantino zuccherosi. Nel testo di Lìberos si punta il dito sulla perfezione fisica come mito inarrivabile: quindi sarebbe meglio coltivare la mente, perché lì i risultati positivi sono più facilmente raggiungibili (magari). E poi quell’immagine della coppietta acciambellata sul divano, intenta ad ascoltare Fahrenheit… conoscete uomini, anche forti lettori, che sarebbero lieti di rinunciare a una sana scopata per passare un pomeriggio davanti alla radio con la copertina a quadri sulle gambe? Magari ascoltando una qualunque Charbonnier che discetta di ascendenze e discendenze? Io no.

In ogni modo, leggere l’una e l’altra lista di buone ragioni, fresca di questo post sugli aspiranti scrittori che non leggono, mi ha riportato alla memoria una foto che avevo visto su Facebook tempo fa e che trovate in apertura. Riporta una frase attribuita a John Waters, che semplifica notevolmente il discorso e lo rende prosaico, in modo (a mio avviso) salutare.

Abbiamo bisogno che i libri tornino a essere considerati una figata. Se vai a casa di qualcuno e quel qualcuno non possiede libri, non ci scopare.

Chissà che non sia proprio questo aspetto — l’eros — a mancare a tanta pubblicità che intenderebbe promuovere la lettura. Ogni volta provano a spiegarci compitamente, o simpaticamente, come leggere renda più intelligenti, accorti, come fornisca strumenti di interpretazione e gestione della realtà oggettiva, eccetera. Tutto vero, nel modo più assoluto. Ma si resta negli stretti confini dell’intelletto; manca l’aspetto della relazione con l’altro, mancano i sensi. Perché, insomma, c’è qualche cosa d’altro a proposito della lettura, c’è un legame con il desiderio che meritoriamente, ancorché timidamente, i due “decaloghi” di cui sopra hanno inteso evidenziare.

Leggere è SEXY.

Fate un po’ voi.

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