Disegno di Maddalena Sisto. Fonte

Martedì 5 novembre alle ore 21 approda presso lo Spazio Oberdan di Milano (Viale Vittorio Veneto 2) Il mondo di Mad, film documentario di Anna Di Francisca sulla figura di Maddalena Sisto.

Giornalista, architetta, viaggiatrice, illustratrice, osservatrice originalissima del suo tempo, Maddalena Sisto è stata una figura di grande importanza nel mondo della moda, italiana e non solo. Iniziò a lavorare per Vogue negli anni Settanta a Milano e a recarsi quindi alle sfilate, nel corso delle quali però si concentrava più sulla rappresentazione visiva delle modelle e degli abiti che sugli appunti testuali. “Facevo due schizzetti, come una Polaroid, e alla fine della sfilata mi ritrovavo con tutti questi album pieni di disegni che si capivano molto meglio delle cose scritte”, racconta nel film. “E poi, da lì… ho continuato.” Ovvero, dopo centinaia di articoli scritti, Mad riuscì a convicere i suoi datori di lavoro a farglieli ‘disegnare’.

“Mi sono innamorata di Maddalena Sisto” dice Anna Di Francisca “vedendo anni fa una mostra alla Triennale di Milano e ho deciso di immergermi nel suo mondo e nel suo immenso archivio di disegni… Per un lungo periodo ho lavorato anche sui suoi diari, sui suoi scritti messi generosamente a disposizione dal marito. C’era qualcosa che ci accomunava molto: sicuramente l’ironia e l’umorismo! Mad catturava e ritraeva non soltanto la moda e la società italiana, ma anche i desideri, le paure e le fantasie della donna contemporanea. Il risultato di tutto ciò è un film che racconta attraverso il suo sguardo i momenti fondamentali del trentennio che va dal 1970 al 2000. L’opera di Mad diventa una sorta di prisma attraverso cui capire il mutamento della donna in quegli anni. Le animazioni di di Zoltan Horvat sono parte integrante del film e aiutano a esprimere lo spirito di Mad, una sorta di Amélie della moda”.

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Io l’ho già visto e ve lo consiglio, anche e soprattutto se non mangiate pane e alta moda tutti i giorni (come me); il film supera l’argomento specifico per parlare di un tempo appena trascorso, per parlare di noi. L’ho trovato un’opera coerente, nella quale tutti gli aspetti — a cominciare dalle musiche originali — si integrano in scioltezza. L’ho trovato anche divertente, il che fa sempre bene ed è apprezzabile, visivamente molto bello e in grado di fornire diversi spunti di riflessione (in inglese la si definirebbe un’opera inspirational). E se non volete credere a me, date un’occhiata ai pareri raccolti qui sotto. 😉



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