Daniel-BrocheCome annunciato, pubblico un resoconto della mia esperienza di affiliazione con Tradedoubler — servizio che, stando alla denominazione, dovrebbe raddoppiare le transazioni di vendita. Nomen omen? Temo di no.

Non sai cos’è Tradedoubler? Te lo dico: può esserti utile nel caso in cui tu gestisca un blog e ti venisse lo schiribizzo di provare a guadagnarci qualche euro (di qualche euro si tratta, se il tuo blog è in italiano quindi ha un bacino di utenza limitato). Ti sembra una cosa brutta? Prova a vederla nei termini di un rimborso delle spese vive che sostieni per mantenere il sito (spazio web, la tua connessione Internet, un’eventuale grafica a pagamento). Se riesci a ripagarti per intero queste spese, sei fortunato; anche perché ciò avviene con poco sforzo.

Se tutto funziona a dovere.

Tradedoubler, dunque, è un programma di affiliazione che svolge la funzione di intermediario tra il proprietario del sito e i negozi online. Tu stringi il patto con l’intermediario (il che comporta anche l’inserimento di una stringa di codice nel tuo sito) e quando è tutto pronto scegli, all’interno del suo “pacchetto clienti”, i negozi online più adatti agli argomenti dei quali ti occupi (se, che so, recensisci film è probabile che il tuo sito sarà visitato da cinefili, quindi sarebbe poco sensato inserirvi annunci per la vendita di auto usate).

Non è obbligatorio, comunque, affidarsi a un intermediario. Puoi anche scegliere di affiliarti direttamente ad Amazon e, nella mia esperienza, il servizio funziona più che bene.

Ma torniamo a Tradedoubler. Una volta affiliati, una volta scelti i negozi online attinenti agli interessi nostri e dei nostri lettori, a ognuno di essi è necessario inviare una domanda di adesione (è infatti sensato, da parte del negozio online, scegliere i siti sui quali potranno essere pubblicizzati i suoi prodotti). Dopodiché, una volta accettata la domanda, si decide se piazzare un “banner” nella barra laterale o un link all’interno del post, o entrambe le cose. Per ogni acquisto concluso attraverso questi annunci, al proprietario del sito sarà riconosciuta una commissione che sarà poi pagata tramite bonifico bancario, una volta raggiunta una certa soglia.

Veniamo ai problemi…

Su questo forum un utente di Tradedoubler segnala che il servizio clienti è piuttosto scarso: se si riscontrano difficoltà e si invia una segnalazione attraverso l’apposito modulo, nessuno ti degna di una risposta. Sottoscrivo.

Su quest’altro forum si segnala un evento bizzarro. L’affiliato racconta di aver ricevuto la trionfante email di conferma di accettazione della sua domanda di adesione a un programma per il quale non l’aveva mai presentata. Un anno e mezzo primasì, proprio un anno e mezzo prima! l’aveva presentata per un altro programma del quale non aveva più saputo nulla. Vi consiglio di leggere la discussione, perché è divertente. Ha risposto una persona di Tradedoubler (evidentemente non rispondono privatamente alle email, ma sui forum molto visitati ritengono ne valga la pena).

A me è successo un misto delle due cose che precedono. I problemi sono cominciati quando questo mio blog ha cambiato indirizzo per via della migrazione da Blogger a WordPress. Con il programma di affiliazione di Amazon la segnalazione del cambio di URL è stata istantanea: è bastato entrare nel mio account => Modifica le informazioni del sito => Qual è l’URL del sito che utilizzerai per inviare traffico verso Amazon? Copia, incolla. Detto, fatto.

Con Tradedoubler è successo quello che non esiterei a definire, abbiate pazienza, un casino. Quando girava su Blogger, Non solo Mozart era affiliato ad alcuni negozi per l’acquisto di libri ed eBook: oltre ad Amazon per conto proprio, attraverso Tradedoubler era affiliato a Fnac, IBS, inMondadori, laFeltrinelli, Libraccio, Media World, Webster. Nella schermata qui sotto vedete come da tre di questi programmi debbano essere riconosciute delle commissioni.

Da pagare

Poiché Tradedoubler (sito che, opinione personale, non è esattamente user-friendly) non prevede, come Amazon, il cambio di URL, ho dovuto fare da capo tutto il processo e chiedere nuovamente l’affiliazione ai retailer di cui sopra. Da ottobre 2013 a dieci giorni fa non ho avuto notizie; tutti i programmi risultavano “in considerazione” (ovvero, i negozi online dovevano nuovamente valutare se il mio blog era adatto a ospitare i loro annunci).

Ho inviato diversi messaggi al servizio clienti di Tradedoubler, nei quali segnalavo che non si trattava di un nuovo sito, ma dello stesso sito di prima che aveva solo cambiato indirizzo, e che i programmi erano gli stessi programmi ai quali il sito era affiliato in precedenza, e non ho MAI avuto risposta. Mi arrivavano solo (e continuano ad arrivarmi: una proprio ieri) garrule email automatiche nelle quali si annunciava che i programmi avevano nuovi banner e nuove promozioni… ma quali programmi, visto che erano tutti in considerazione?! Vi campeggiavano frasi come quelle che vedete qui sotto.

Cosa aspetti? Promuovi e guadagna! Non lasciarti sfuggire questa occasione!

Frasi che, nelle circostanze di cui sopra, suonano come una presa per i fondelli, o no? Ma il bello deve ancora venire. In data 14 gennaio mi arriva comunicazione che la mia domanda di affiliazione è stata rifiutata da laFeltrinelli e da inMondadori. Si tratta di una sconcertante novità: nessun programma, in precedenza, mi aveva mai rifiutato l’adesione. Ma soprattutto ti prego, o geek di passaggio, di dare nuovamente un’occhiata all’immagine poco più sopra: entrambi i negozi online che ora mi rifiutano mi devono ancora dei soldiokay, pochi spiccioli per transazioni effettuate in precedenza!

E’ senz’altro possibile che tali negozi abbiano cambiato i criteri di valutazione; anche se mi sembra strano che questa nuova versione del blog, molto più professionale nella grafica e identica nei contenuti alla precedente, sia meno accettabile. Ma è anche certo che (a) il servizio clienti di Tradedoubler fa acqua (b) l’affiliazione diretta con Amazon funziona incomparabilmente meglio.

Purtroppo mi sembra che nessun grande negozio online italiano di libri offra la possibilità di affiliarsi direttamente; lo fa solo Unilibro. Feltrinelli aderisce anche a Zanox (concorrente di Tradedoubler: da una prima occhiata, il sito sembra ben fatto). Sarebbe divertente se ora chiedessi l’affiliazione a laFeltrinelli tramite Zanox e… venisse accettata. Ma da un lato non conviene aderire a tanti programmi di affiliazione diversi (il raggiungimento della minima soglia per incassare il pagamento diventa più difficile), dall’altro… temo di averne abbastanza. Adieu!


Immagine di apertura: Daniel Broche.

2 commenti all'articolo “Tradedoubler, l’affiliazione dell’assurdo”

  1. Concordo con quanto hai scritto, non sono d’accordo per quanto riguarda gli altri due da te citati in quanto anch’essi sono programmi di affiliazione subdoli…vedrai con il tempo non ti portano alcun guadagno, chi ci guadagna sono sempre e soltanto loro..grande illusione e nuove forme di sfruttamento del lavoro altrui, lo sfruttamento è passato dalle aziende fisiche al web, ma sempre di sfruttamento si tratta.

  2. Non per dare ragione ai soliti, ma io con un blog su blogspot, niente di stellare, carino e soprattutto con pochi post perchè appena nato, sono stata accettata da moltissimi programmi STRANIERI, mentre per l’Italia era un continuo rifiuto, vedi tu, poi ci chiediamo come mai da noi le cose vanno sempre male

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