Manfredi-geppettoIn questi giorni chi vive a Roma — e forse ancor più chi ci viene in vacanza — non può evitare di regalarsi una passeggiata nei dintorni di Piazza Navona, tra tesori d’arte e pensierini di Natale. Ebbene, se lo fate, spingetevi fino a un’estremità della piazza, all’interno di Palazzo Braschi, nel Museo di Roma, dove — fino al 6 gennaio — è visitabile la bella, ricca esposizione dedicata a Nino Manfredi e intitolata semplicemente NINO!

Si tratta di una mostra multimediale, suddivisa in 10 sale, a ognuna delle quali è affidato il compito di raccontare una delle molteplici sfaccettature che appartengono a questo straordinario artista. Tutte le iniziative che ruotano attorno al decennale della scomparsa di Manfredi sono sostenute dalla sua famiglia e questa, in particolare, rende possibile ammirare — accanto alle fotografie che lo ritraggono in abiti di scena, ai contributi dei personaggi dello spettacolo che hanno lavorato con lui, ai documentari inediti e alle ricostruzioni scenografiche — diverse immagini della sua vita privata, filmini girati in Super8, testimonianze dei suoi famigliari.

Nella mia vita ha prevalso la sua immagine pubblica, l’attore e l’amore travolgente del suo pubblico, che lo sentiva uno di famiglia, parte di sé…

Tra tutte mi piace segnalare la testimonianza della figlia Roberta, produttrice di cinema e televisione, che apre la mostra. È il racconto commosso e commovente (alcune parole del quale trovate qui a fianco) della figlia di un grande personaggio pubblico che con lei, quand’era bambina, non poteva comportarsi come tutti gli altri papà; non andava a prenderla a scuola, né a parlare con i suoi insegnanti. Però, che nutrimento per l’anima e la mente avere a che fare ogni giorno con gli altri grandi artisti che frequentavano casa Manfredi! Leggete anche questa intervista con Roberta su Repubblica.

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E a proposito di artisti, virando verso le arti figurative, alcuni giorni fa ha avuto inizio un’iniziativa di omaggio a Manfredi davvero originale: il “riciclo creativo” di alcuni mobili e oggetti che gli sono appartenuti, trasformati in opere d’arte e di design. Sette artisti in collaborazione con RiscARTI, il Festival del riuso creativo, li hanno reinventati — nella convinzione che essi abbiano un valore e una memoria da riscattare. In opposizione alla pratica dell’usa e getta, gli oggetti provenienti dall’ex salotto di casa Manfredi hanno quindi cambiato forma e conservato la loro storia, in un’ottica di sostenibilità e bellezza. Chi se non Geppetto, artigiano e visionario che parlava a un ciocco di legno vedendoci qualcosa di vivo — un figlio — conosceva la capacità di trasformazione delle cose?

La vendita delle opere serve a raccogliere fondi a sostegno di Viva la Vita Onlus, Associazione di familiari e malati di Sclerosi Laterale Amiotrofica della quale Erminia Ferrari Manfredi, moglie di Nino (nella foto più in basso, ritratta nel corso di un’intervista), è instancabile sostenitrice. “Ci piacerebbe portare avanti” dicono gli organizzatori “una campagna che possa realmente contribuire alle cure per i malati di SLA, oltre che far bene al Pianeta, far circolare i beni, riqualificare gli scarti, raccontando la narrativa degli oggetti che, per necessità o diletto, cambiano forma.”

Le opere sono state in mostra presso il Cinema Aquila di Roma; nell’attesa di trovare uno spazio per riallestire la collettiva, è possibile visionarle tramite RiscARTI.

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