Il tipo ideale, la buyer persona dei tuoi sogni. La locandina del workshop
Il 5 e il 6 luglio terrò un workshop a Roma, presso Coaster Coworking: Il tipo ideale. Tecniche di ritratto scritto per dare un volto alla buyer persona dei tuoi sogni”. Il breve corso (2 incontri da 3 ore ciascuno) è rivolto a:

  • tutte le figure dell’agenzia di comunicazione, dall’art director al copywriter fino all’account;
  • copywriter freelance;
  • imprenditori e startupper che vogliano trasmettere in modo chiaro il proprio pensiero agli specialisti della comunicazione con cui si relazionano.

L’obiettivo del workshop è fornire uno strumento pratico e articolato che consenta di descrivere la buyer persona, cioè il destinatario della comunicazione commerciale, con chiarezza e calore.

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Prima di tutto: cos’è una buyer persona?

Buyer persona, o semplicemente persona, è un’espressione/termine in uso nella comunicazione da una ventina d’anni, che gli americani (e in particolare l’americano Alan Cooper) hanno preso dal latino: persona, personae è un sostantivo femminile della prima declinazione che vuol dire… persona. Per la precisione, forse dal greco prosòpon, vuol dire “maschera” intesa come la maschera teatrale indossata dagli attori nell’antica Grecia. E il buffo è che gli americani al plurale dicono personas, come la loro lingua richiede, e spesso lo facciamo anche noi, che invece dovremmo per buonsenso dire personae… su questa pagina trovate una riflessione sull’argomento da parte di un americano che conosce il latino (e lavora nella comunicazione).

Comunque sia, le personae sono quel segmento del target che compie un’azione. In pubblicità li si definirebbe responsabili d’acquisto: coloro che acquistano il prodotto. Nel digital marketing sono coloro che interagiscono sui social, che rispondono ai tweet, che nelle pagine Facebook fanno clic su “acquista”, prenotano servizi, partecipano a eventi; sono coloro che in un blog postano commenti e acquistano prodotti attraverso i banner.

Occorre sapere chi sono queste personae. Non è sufficiente conoscere la materia che si comunica e il modo in cui comunicarla; questi sono prerequisiti indispensabili, ma occorre anche sapere a chi la si comunica. Ed esistono diverse metodologie atte a identificare il proprio “tipo ideale”, tutte basate su una combinazione di dati oggettivi e di ipotesi — le quali dovrebbero essere creative, sì, ma non campate per aria: il corso si occupa appunto di questo.

Partiamo dai dati

Il progredire della tecnologia ha reso possibile profilare il target di riferimento in modo molto più preciso di quanto non fosse una quindicina di anni fa, sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo; e alcuni strumenti di raccolta dei dati sono di facile utilizzo e accessibili a tutti. Se il nostro scopo, ad esempio, è definire il pubblico al quale ci rivolgiamo attraverso una Fan Page di Facebook, abbiamo a disposizione lo strumento Insights, concepito proprio per questo. In particolare, la sezione che non a caso si chiama Persone consente di conoscere età, sesso e provenienza geografica di coloro ai quali “piace” la pagina nonché di coloro che sono stati raggiunti dai post recenti; importante anche la sezione Azioni sulla pagina, che consente di individuare il numero di clic effettuati.

Non dissimile, anche se molto più complesso, è il funzionamento di Google Analytics per i siti web.

I dati possono essere raccolti anche attraverso ricerche sul campo. Se, ad esempio, si intende definire il “tipo ideale” di un’azienda, può essere utile effettuare interviste o progettare questionari da compilare online. Le grandi agenzie pubblicitarie, d’altronde, si basano sui dati forniti dagli istituti di ricerca.

E una volta raccolti i dati…?

A quel punto, sulla base dei dati specifici si costruisce il profilo del “tipo ideale”. Si definiscono le caratteristiche basilari della nostra persona, si racconta la sua giornata-tipo, ci si interroga su quali siano i suoi problemi, se ne analizzano i bisogni; si mette per iscritto tutto ciò, poi si disegna una “carta d’identità” del personaggio su un foglio colorato, magari si trova da qualche parte una foto che corrisponde all’idea che ce ne stiamo facendo…

Senz’altro è un esercizio stimolante e salutare per la mente, come ogni esercizio creativo. Il rischio è quello di cadere nello stereotipo, o di creare un profilo contraddittorio, nel quale convivono caratteristiche troppo diverse, o ancora di stilare il profilo della persona che serve a noi, ma che nella realtà non potrebbe esistere.

La proposta del corso

Utilizzare gli archetipi della cultura classica. (E qui torniamo al greco prosòpon e alla maschera). L’archetipo è l’esatto contrario dello stereotipo. Gli archetipi sono immagini primordiali contenute nell’inconscio collettivo che riuniscono le più remote esperienze umane e si manifestano in forma simbolica.

Applicheremo quindi la psicologia degli archetipi mitologici (gli dei e le dee, da Zeus ad Apollo, da Afrodite ad Artemide) alla definizione delle caratteristiche delle personae, dei loro (e anche dei nostri) pregi, difetti e bisogni, arrivando a creare profili chiari, solidi, reali e inattaccabili, perché basati su contenuti universali. E nello stesso tempo, anche se può sembrare un paradosso, originali!

Ripercorreremo insieme anche alcuni classici del cinema, nei quali i personaggi principali sembrano proprio costruiti sulla base delle figure della mitologia classica. Perché gli archetipi sono in noi. Quelle antiche storie non sono solo una fantasiosa invenzione di qualcuno; se sopravvivono da millenni è perché, da millenni, chi le narra e chi le ascolta vi riconosce la propria esperienza umana.

Utilizzare il mito in modo consapevole è in primo luogo un’esperienza esaltante, e poi significa maneggiare materiali di straordinaria potenza e di sicura efficacia.

Vi sembra un approccio interessante? Iscrivetevi al workshop tramite Eventbrite!

1 commento all'articolo “Il tipo ideale: la buyer persona dei tuoi sogni”

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