Mantova, Palazzo D'arco
Mantova, Palazzo d’Arco. Stampa ottocentesca di Lanfranco Puzzi (da VisitMincio)

Questo venerdì, 20 aprile 2018, sarò a Mantova per un’iniziativa correlata al mio libro Chopin vu par moi. Conversazioni con Lucia Lusvardi. Non si tratta di una presentazione, tuttavia, ma di una manifestazione denominata “Per una donna” e promossa dall’AMMI, Associazione Mogli Medici Italiani di Mantova. Scopo della manifestazione, giunta quest’anno alla seconda edizione, è attribuire un riconoscimento a una donna della città che si è particolarmente distinta per l’impegno culturale, artistico o sociale: una donna “capace di lasciare un segno nel mondo”, spiegano le promotrici. E la donna premiata, quest’anno, è la pianista Lucia Lusvardi, che in tale occasione intervisterò come ho fatto nel libro, ma dal vivo.

Appuntamento venerdì 20 aprile 2018 alle 18:00 a Palazzo d’Arco, Piazza Carlo D’arco 4, Mantova. L’invito si può scaricare con un clic. Per la particolarità del luogo che ospita l’iniziativa è necessaria la prenotazione telefonica al numero 339 299 6967.

La manifestazione è patrocinata dalla Fondazione Palazzo d’Arco. All’incontro con Lucia Lusvardi seguirà un aperitivo nel corso del quale la pianista avrà modo di dedicare copie del libro… dedicato a lei.

Profilo di Lucia Lusvardi

Nata a Mantova, dove vive tuttora, Lucia Lusvardi è stata titolare della cattedra di pianoforte principale presso il Conservatorio “Lucio Campiani”, la maggior istituzione musicale della città. La sua attività concertistica ha avuto inizio a un’età molto precoce, dapprima entro le mura cittadine, quindi a livello nazionale.

Cresciuta in una famiglia dai variegati interessi culturali, che tuttavia non annoverava musicisti di professione tra i suoi membri, ha manifestato spiccate doti musicali fin dalla prima infanzia. Dopo aver iniziato studi pianistici regolari con il Maestro Ettore Campogalliani, si è diplomata con lode, appena quattordicenne, presso il Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma; parallelamente iniziava gli studi classici che avrebbero lasciato un’impronta indelebile nella sua formazione culturale.

Lucia Lusvardi nella sua casa di Mantova
Lucia Lusvardi

A determinare una svolta nel suo percorso di musicista è stato l’incontro con il pianista Nunzio Montanari, docente presso il Conservatorio “Claudio Monteverdi” di Bolzano fin dalla sua fondazione, insigne didatta e fondatore del Trio di Bolzano, una delle più acclamate e longeve formazioni cameristiche italiane del dopoguerra. Dopo un periodo di forzata inattività, Lucia Lusvardi ha ripreso la propria carriera musicale, affiancando l’insegnamento a una selezionata attività concertistica nelle principali sale da concerto italiane, sia in veste di solista, sia in concerti con orchestra — sotto la direzione di Romano Gandolfi, Piero Guarino, Agostino Orizio e altre figure di primo piano del panorama musicale.

Il repertorio della pianista mantovana spazia da Bach al Novecento, con una particolare predilezione per Ravel e la musica francese in generale. Tuttavia, Lucia Lusvardi ha focalizzato ben presto la propria attenzione sul repertorio romantico e, in particolare, sull’esecuzione dell’opera di Fryderyk Chopin, nell’intento di restituire la sua musica — come spiega ai propri allievi — “così come egli l’ha concepita e voluta”. A tal fine ha svolto scrupolose ricerche filologiche, animata da quello spirito critico e da quella curiositas che da sempre accompagnano la sua attività d’interprete.

Di questo ha sempre reso partecipe il pubblico dei propri concerti, instaurando con gli spettatori un rapporto di cordiale partecipazione umana, oltre che culturale, in tutte le sedi concertistiche dove hanno avuto luogo le sue esecuzioni e che hanno ospitato anche i suoi seminari di approfondimento sull’interpretazione chopiniana, come il Trinity College di Dublino. Il valore della sua opera di rilettura filologica dell’opera di Chopin è stato riconosciuto e apprezzato, infatti, anche all’estero. All’apice di questo percorso si situa la tournée in Polonia, dove ha eseguito i Concerti per pianoforte e orchestra di Chopin su invito delle autorità polacche, sotto la direzione di Stefan Marczyk.

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