“Questo spettacolo nasce dal mio amore per Fellini. Si può parlare a lungo dell’arte di Federico Fellini, forse uno dei pochi artisti del nostro Novecento che rimarrà nei secoli. D’altra parte, della sua vita privata si tende a parlare meno. Una vita della quale lui per primo non ha fatto mistero: l’ha rappresentata in quasi tutti i suoi film. Da I vitelloni fino a Ginger e Fred, nella maggior parte dei suoi film Fellini parla, in maniera traslata o diretta, del suo rapporto con Giulietta Masina.”

Processo a Fellini - foto di scena
Caterina Gramaglia nello spettacolo Processo a Fellini

Con queste parole Mariano Lamberti inizia a raccontarmi il suo spettacolo Processo a Fellini. Siamo nel bistrot del bellissimo OFF/OFF THEATRE, seduti a un tavolino. Lo spettacolo è in scena qui a Roma fino al 26 gennaio ed è in procinto di affrontare una tournée; nel prossimo autunno sarà ospite di un festival a Barcellona.

La creatività di Fellini era strettamente legata alla sua sessualità esuberante” prosegue il regista. “Nei suoi film egli ha rappresentato il proprio rapporto con le donne, l’incapacità di essere fedele, la sua tendenza ad avere numerose relazioni. Un comportamento incompatibile con un matrimonio basato su un presupposto di fedeltà. E sua moglie, Giulietta Masina, ha dovuto pagarne le conseguenze.”

Mariano Lamberti regista di Processo a Fellini
Mariano Lamberti

Ho in mente un’immagine vivida di Giulietta Masina, e gliela descrivo. I funerali di Fellini furono trasmessi dalle televisioni, naturalmente, ed io rivedo la ripresa di un ambiente oscuro e tetro nel quale alcuni uomini trasportano la bara di Fellini verso l’uscita, mentre Masina osserva disperata il corteo allontanarsi inesorabilmente. Protende un braccio e lancia un grido straziante.

“Il rapporto tra Fellini e Masina è stato indubbiamente strettissimo, era un rapporto di amore profondo” replica Mariano Lamberti. “Un rapporto tra anima e animus, se volessimo evocare Jung. D’altra parte, secondo diverse testimonianze lei era profondamente amareggiata dal comportamento di lui e ne ha sofferto, soprattutto nei suoi ultimi anni. Anche alcune interviste che rilasciò sono rivelatrici. Non si è mai espressa in modo esplicito, ma basta leggere tra le righe per percepire un nervosismo, una sorta di rumore di fondo.”

Lo spettacolo Processo a Fellini dà voce, per la prima volta, a Giulietta Masina e a quel rumore di fondo. Le dà occasione di esprimere la propria sofferenza. La sofferenza delle donne vissute all’ombra di un uomo ingombrante e intoccabile.

“Naturalmente, quello tra Fellini e Giulietta Masina era un rapporto molto complesso all’interno del quale ognuno aveva le proprie responsabilità, come sempre. Io non faccio l’elogio della vittima e non intendo nemmeno esprimere giudizi. Lo spettacolo si propone piuttosto di esplorare l’altra faccia della medaglia, di trattare questioni che di solito si ignorano volutamente, perché Fellini è un monumento e certi monumenti non si possono toccare.”

Un momento di Processo a Fellini

A quel punto io gli chiedo se portare in teatro Fellini, che il teatro non lo amava particolarmente, non possa sembrare un paradosso.

“La cadenza dello spettacolo è molto cinematografica, devo dire, e lo sono anche le luci, ma a parte ciò riferire Fellini alla sola arte cinematografica è riduttivo, a mio parere. Io lo considero il più grande autore italiano del Novecento, non il più grande regista. Una figura paragonabile a quelle di Joyce o Proust. Alcuni potrebbero non essere d’accordo, perché il cinema è un’arte popolare: è difficile accettare l’idea che un autore di letteratura possa essere artisticamente paragonabile a un autore di film. Il cineasta non è nemmeno considerato un vero e proprio artista. Ma il cinema è un’arte, punto. Non in tutti i casi, certo, ma lo è inequivocabilmente. Fellini ha firmato qualcosa come una decina di capolavori. La strada, La dolce vita, 8 1/2, Le notti di Cabiria… questi e altri suoi film, quando noi non ci saremo più, continueranno a essere ritenuti grandi classici dell’arte e della cultura.”


Sycamore T Company

PROCESSO A FELLINI

un progetto teatrale di 
Mariano Lamberti e Riccardo Pechini

di Riccardo Pechini
con Caterina Gramaglia Giulio Forges Davanzati 
regia Mariano Lamberti


Dalle note di regia

Lo spettacolo vuole rendere omaggio all’immenso talento di Giulietta, strappandola ai personaggi ingombranti di Cabiria e Gelsomina per dar voce e dignità anche alle sue ombre. Il testo mescola elementi biografici ad altri di pura invenzione, con il ritmo serrato del thriller psicologico o dell’incubo kafkiano. Si realizza così la trasformazione di una donna relegata a un immaginario di purezza infantile, che diviene donna consapevole, adulta e vendicativa. Processo a Fellini é l’8 1/2 dal punto di vista di Giulietta e a interpretarla in modo ideale c’è Caterina Gramaglia, attrice di grande versatilità e talento, che in passato ha già avuto a che fare con lo stesso personaggio ne Le Lacrime di Giulietta (altro spettacolo su Masina, a cui Gramaglia ha dedicato anni di ricerche). Insieme a lei, impegnato nell’interpretazione di diversi ruoli, c’è il giovane Giulio Forges Davanzati, attore poliedrico che si divide con successo tra cinema, televisione e teatro.

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