Beethoven si diverte

Monologo teatrale

Non tutti sanno che Ludwig van Beethoven, in un periodo ben preciso della sua tormentata esistenza, si divertì a elaborare canzonette. Un editore scozzese gli affidò l’incarico di armonizzare e arrangiare per trio e voce una serie di canti popolari di varie regioni d’Europa, e lui lo svolse per oltre dieci anni. Alla fine, i Volkslieder (canti popolari, appunto) beethoveniani sono quasi duecento.

In quello stesso periodo, una complicatissima vicenda personale gli sottraeva gran parte delle sue energie: il grande compositore aveva deciso di adottare il suo unico nipote Karl, figlio di uno dei suoi fratelli che era venuto a mancare, e non esitò a trascinare in tribunale la madre del ragazzo, per ottenerne la custodia esclusiva.

Beethoven si diverte è il titolo di un concerto-spettacolo nel quale la parte musicale si compone dei Volkslieder, e la parte teatrale del brillante monologo di Rita Charbonnier che dà voce alla cognata di Beethoven, la madre di Karl.

Il libro contiene un saggio sui Volkslieder del musicista e musicologo Maurizio D’Alessandro, un racconto della vicenda giudiziaria che oppose il genio di Bonn alla cognata, e il monologo teatrale. È un’occasione di accostarsi a un Beethoven poco esplorato: quello che, nello stesso periodo della sua vita, scrisse musica d’intrattenimento e trascinò in tribunale la cognata.

Lo spettacolo Beethoven si diverte è andato in scena nel 2017, interpretato da Pamela Villoresi, con la formazione cameristica italo-svizzera “Trio des Alpes”, il soprano Martina Jankovà e il tenore Marcello Nardis.


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