Rita Charbonnier è autrice di un trittico di romanzi storici incentrati su personaggi femminili: La sorella di Mozart, La strana giornata di Alexandre Dumas e Le due vite di Elsa. Ha inoltre scritto, per la formazione cameristica italo-svizzera Trio des Alpes, il monologo teatrale Beethoven si diverte. La sua ultima pubblicazione è il libro-intervista Chopin vu par moi. Conversazioni con Lucia Lusvardi.
Ha seguito studi di pianoforte e di canto, si è diplomata presso la Scuola di Teatro Classico “Giusto Monaco” dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa e ha frequentato il Corso di formazione e perfezionamento per sceneggiatori della RAI, a Roma. Ha collaborato come giornalista ed esperta di teatro musicale con diverse riviste, e scritto soggetti e sceneggiature per RAI e Mediaset.
È anche attrice e ha lavorato con personalità di rilievo: Nino Manfredi, Aldo Trionfo, Renato Nicolini, Lucia Poli, Antonio Calenda, Tonino Conte, Vito Molinari, Sandro Massimini, per citare solo alcuni dei nomi più importanti. Si esibisce in reading musicali e recital, il più recente dei quali è Tre note, tre donne, che ha scritto e che interpreta.
Nel 2014 ha fondato Scrittura a tutto tondo (SATT), che offre consulenza e servizi a scrittori e aspiranti scrittori. L’idea d’impresa è stata sviluppata con il sostegno di un progetto finanziato dalla Provincia di Roma, dedicato all’imprenditoria femminile. SATT ha finora portato a termine oltre 70 progetti: editing di testi, pubblicazione di libri, attività promozionali per autori.


Dopo il profilo ufficiale e (abbastanza) sintetico, qualcosa di più personale. Temo di essere in primo luogo una geek; ovvero, secondo questa definizione, una persona che nutre un entusiasmo spiccato, se non eccessivo, per tutto quel che attiene al settore tecnologico-digitale. In effetti ho inaugurato questa piattaforma nel lontano 2006, quando è uscita la prima edizione del mio romanzo La sorella di Mozart; allora il sito s’intitolava “Nannerl Mozart”, dal nome di lei, e aveva un aspetto (ovviamente) abbastanza primitivo. In seguito sono usciti altri due miei romanzi, sempre incentrati su figure di donne che si dibattono nel mondo dell’arte, e ci sono state altre pubblicazioni ed esperienze: ho lavorato in televisione e alla radio, ho messo in scena performance basate su miei testi; in tempi relativamente recenti, grazie all’evolversi delle tecnologie, hanno preso a diffondersi gli eBook e si sono aperti nuovi e interessanti scenari nel mondo della scrittura e della lettura; ho fondato e gestisco un’attività di servizi editoriali, Scrittura a tutto tondo

Tutto ciò non mi ha distolta dal piacere di coltivare questo spazio, pubblicandovi notizie e riflessioni a volte ispirate alle mie attività, ma che spesso le riguardano solo indirettamente — e talvolta per nulla. Ho anche pubblicato numerosi articoli gentilmente concessi da altri autori, sugli argomenti più vari. Spero che qui troverai contenuti interessanti e che tornerai a visitare queste pagine, magari arricchendole con i tuoi commenti. Possiamo trovarci anche sui media sociali: le icone di collegamento sono in alto a destra, su tutte le pagine del sito. Se desideri contattarmi personalmente, invece, su questa pagina trovi un modulo apposito.

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Altre curiosità?

Sono italiana. Il mio cognome (che è il mio cognome vero e proprio, riportato su tutti i documenti) proviene da ascendenze piemontesi piuttosto remote. Non ho radici in nessuna regione specifica d’Italia, e non so se sia un bene o un male; i miei genitori avevano provenienze diverse, hanno vissuto in città diverse e io sono nata a Vicenza, ma solo perché loro in quel periodo si trovavano lì. Poi, quando ero molto piccola, la mia famiglia si è trasferita a Roma. Io vi sono rimasta. Ho iniziato a leggere a quattro anni e a cinque ho ricevuto in dono la mia prima copia di Pinocchio; a otto scrivevo e battevo a macchina (i computer quasi non esistevano) il giornalino del quartiere, anzi del caseggiato, che poi avevo il coraggio di vendere e che qualcuno aveva persino il coraggio di comprare. Suonavo anche il pianoforte, fin dalla più tenera età, con l’impeccabile tecnica che si può ammirare nella foto qui sotto.

Rita Charbonnier da piccolaDopo il liceo ho frequentato la Scuola di Teatro “Giusto Monaco” dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico, che si trova a Siracusa. In verità, quando mi presentai al concorso di ammissione, non immaginavo tanto di fare l’attrice quanto di dedicarmi alla drammaturgia e alla regia. Qualcuno però mi aveva detto che calcare le tavole del palcoscenico per un breve periodo mi sarebbe stato utile; il breve periodo è durato quasi quindici anni.

Ho debuttato con Lucia Poli, ho lavorato con il Teatro della Tosse di Genova, con La Contrada di Trieste e con il Teatro Stabile dell’Aquila (prima del disastroso terremoto); sono stata diretta, tra gli altri registi, da Antonio Calenda, Aldo Trionfo e Tonino Conte. Sulla scena recitavo, cantavo e talvolta suonavo il pianoforte. Inoltre ho lavorato in televisione, in Rai, partecipando come attrice alle trasmissioni Avanzi, Avanspettacolo (che aveva tra i protagonisti Franco Franchi e Ciccio Ingrassia) e ad alcune “fiction”, come Una donna per amico.

Poi ho avuto la gioia di interpretare un ruolo nella commedia musicale Parole d’amore… parole, scritta e diretta da Nino Manfredi (la foto di scena, qui sotto, è di Tommaso Le Pera). I più bei ricordi della mia carriera di attrice sono legati proprio a Manfredi. Era un grande artista, come sappiamo tutti, e anche un interprete molto generoso; faceva del suo meglio per mettere gli altri attori a proprio agio, e per valorizzarli.

Rita Charbonnier con Nino ManfrediGrazie al teatro ebbi modo di visitare, e conoscere, le più belle città d’Italia. Dopo qualche tempo, però, iniziai a provare la sempre più chiara sensazione che alla mia attività creativa mancasse qualcosa di essenziale. Allora misi in valigia un computer portatile (eravamo negli anni ’90, quando un laptop occupava circa la metà di una valigia) e presi ad annotare pensieri, e inseguire progetti di scrittura ancora piuttosto indefiniti.

Presto iniziai a collaborare con una rivista di teatro, “Hystrio”, come giornalista (sono iscritta all’Ordine dal 1998). Il primo servizio che proposi al direttore, e che lui di buon grado accettò, riguardava le donne registe, drammaturghe e compositrici: hanno dovuto lottare più degli uomini per emergere? Mentre scrivevo l’articolo mi tornò alla memoria la figura di Nannerl Mozart, sorella di Wolfgang Amadeus, forse il più celebrato compositore della storia. Di lei ricordavo qualcosa per via dei miei studi musicali: era una bambina prodigio, come il fratello, ma a un certo punto era caduta nel dimenticatoio.

LA SORELLA DI MOZART di Rita CharbonnierEra il 1996. Dieci anni dopo, il mio romanzo La sorella di Mozart è uscito in dodici Paesi. Il secondo, La strana giornata di Alexandre Dumas, è stato pubblicato nel 2009; il terzo, Le due vite di Elsa, nel 2011. Al momento, dopo un periodo di stasi dovuto ad alcune vicende personali, sto lavorando a progetti piuttosto diversi; nel 2017 è uscito il mio primo libro che non è un romanzo, Chopin vu par moi. Conversazioni con Lucia Lusvardi.

Sono anche autrice di testi per l’audiovisivo. Dopo aver frequentato il Corso di formazione e perfezionamento per sceneggiatori della Rai, ho scritto soggetti e sceneggiature di diverse serie televisive, per Rai e Mediaset: Cuori rubati, La squadra, Vivere, Don Matteo, Agrodolce… Il mio trattamento per “docufiction” In-volontari ha ottenuto la menzione speciale del Premio Dora per la sceneggiatura sui temi del volontariato nell’ambito del XIX Torino Film Festival. E un mio trattamento basato sulla biografia di Nannerl, la sorella di Mozart, ha vinto una competizione europea, la “Film Story Competition” di Euroscript. Inoltre, la mia sceneggiatura Mozart’s Sister (basata sul romanzo) è stata finalista al festival americano di cinema “Moondance”, nell’edizione 2011.

Non di rado ho presentato i miei romanzi attraverso formule “teatralizzate”, o “reading musicali”, anche all’interno di festival quali il Ruggiero Leoncavallo (Montalto Uffugo, CS) e lo Slow Flute (Salsomaggiore Terme, PR). Il mio progetto più recente in questo ambito s’intitola Tre note, tre donne e racconta, tra parole e musica, tre grandi compositori (Mozart, Beethoven e Chopin) dal punto di vista di altrettante donne che sono state molto vicine a loro.

Mi fermo qui, per ora. Buona navigazione nel sito, grazie della visita, e teniamoci in contatto!

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