« La sorella di Mozart »

Il Venerdì di Repubblica

Luca Fraioli

“In quella famiglia i bambini prodigio erano due” dice Rita Charbonnier, autrice del romanzo La sorella di Mozart. “Non sapremo mai se Nannerl fosse un genio assoluto come il fratello. Certo, lei non ha avuto le stesse possibilità di Wolfgang. Finché era molto piccola Leopold Mozart la fece partecipare alle tournée familiari. Ma quando con l’adolescenza cominciò a essere non più ‘spendibile’ come bambina prodigio, la sua strada si separò da quella di Amadeus. Le vite dei fratelli Mozart presero due direzioni completamente diverse nel 1770, l’anno del viaggio in Italia di Wolfgang. Leopold decise di andare solo con il figlio maschio, a quanto pare per risparmiare denaro. Non solo, chiese a Nannerl di impartire lezioni di musica alle ricche signorine salisburghesi per pagare le spese di viaggio del fratello”.

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BookPage

Karen Ann Cullotta (USA)

Coloro che snobbano i romanzi storici, considerandoli nient’altro che un ossimoro letterario, siano avvertiti: il romanzo di Rita Charbonnier, La sorella di Mozart, trascende tutti i vieti stereotipi del genere e conquista anche i lettori più scettici grazie al suo malinconico lirismo e al suo andamento intrigante. In realtà, il debutto della Charbonnier in lingua inglese, nella traduzione dall’italiano di Ann Goldstein, costituisce una sfida agli stessi vincoli di questo genere letterario. Di conseguenza, quella che avrebbe potuto essere una mera sinfonia romanzata sulla vita di Wolfgang Amadeus Mozart — con una sezione, in tonalità minore, relativa alla sua rivalità con la sorella, tanto per bilanciare gli ingredienti — è invece un’opera dissonante, che suscita nel lettore diversi interrogativi e non gli dà troppe risposte.

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Chicago Sun-Times

Wynne Delacoma (USA)

Charbonnier è una pianista oltre che una scrittrice e comprende profondamente il bisogno bruciante di creare che ha ogni vero musicista. Traccia con abilità l’arco della vita della sua eroina, costruendolo attorno a uno scambio di lettere immaginarie tra l’attraente, comprensivo d’Ippold e una Nannerl appassionata e sincera. Alcune trovate danno un vero piacere nella lettura, come la rete di alleati che l’autrice ha costruito attorno a Nannerl: un intelligente prete salisburghese che esorta Leopold a nutrire il genio compositivo di sua figlia, oppure un corteggiatore che apprezza le battute taglienti di Nannerl, anche quando colpiscono la sua persona. E poi, naturalmente, il lieto fine — chi non lo vorrebbe, per ricompensare la giovane donna che un tempo si esibiva nelle sfavillanti corti reali e che poi fu messa da parte per favorire il fratello minore? La vita può essere ingiusta, però La sorella di Mozart ristabilisce l’equilibrio in modo soddisfacente.


Psychologies

Cristina Tirinzoni

Unendo straordinaria capacità di penetrazione psicologica e passione per la musica (ha studiato pianoforte e canto operistico prima di dedicarsi completamente alla scrittura), Rita Charbonnier scandaglia in questo bellissimo romanzo le complesse dinamiche affettive ed emotive, cogliendone le ragioni sottese: amore, rabbia, gelosia, risentimento, incomprensione, distacco. Fino alla riconciliazione, che avverrà dopo la morte di Mozart, che lascia emergere solo l’affetto. E l’amore per la musica di un genio.

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Le Vif-L’Express

Kerenn Elkaïm (Belgio)

Con un arpeggio di parole l’italiana Rita Charbonnier compone un Requiem per Nannerl, sorella dimenticata di Mozart. Anche lei un prodigio della musica, dovette rinunciare alla propria arte. Che cosa ha potuto significare, per questa donna, crescere all’ombra del divino fratello? Degna di una sinfonia, quest’opera prima ha la bellezza di una scrittura musicale.
D. Come le è nato il desiderio di resuscitare Nannerl?
R. Da bambina, studiavo pianoforte; fu la mia sorella maggiore a parlarmi per la prima volta della sorella di Mozart. In seguito scoprii che Nannerl e Wolfgang Mozart si esibivano in coppia, come bambini prodigio, per le corti d’Europa, e che quando lei divenne un’adolescente, fu frenata nel suo slancio artistico, probabilmente solo perché era una femmina. Ho desiderato raccontare il dolore di un talento che non riesce a manifestarsi. Nell’elaborare il romanzo, sono andata alla ricerca della vera Nannerl: della sua evoluzione psicologica, delle sue passioni e dei suoi fallimenti, della sua lotta per costruirsi un’identità.

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El Mercurio

Tania González Chávez (Cile)

Maria Anna, detta Nannerl, e il fratello più giovane di quasi cinque anni, Wolfgang Amadeus, molto legati l’uno all’altra durante l’infanzia, erano entrambi geni musicali. Tuttavia, nella seconda metà del secolo XVIII il talento di una donna non aveva modo di esprimersi. Questo è il quadro tracciato nel romanzo dell’italiana Rita Charbonnier, La sorella di Mozart, ora disponibile in Cile, e anche nel film francese che ha lo stesso titolo, diretto da René Féret. Con un ritmo agile e una scrittura molto visiva, il romanzo alterna un narratore in terza persona a una corrispondenza romantica tra Nannerl Mozart e il maggiore Franz Armand d’Ippold. Le lettere evidenziano la frustrazione della ragazza che, per decisione del padre Leopold, non può sfruttare il proprio talento e deve invece insegnare musica per finanziare i viaggi del fratello. Molti elementi sono di fantasia, come le stesse lettere o anche l’esaltazione dell’attaccamento tra Leopold e Amadeus: quando il figlio decide di stabilirsi a Vienna, lo fa con il pieno appoggio di suo padre, che nella vita reale gli mancò.

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Rassegna melodrammatica

Piero Mioli

È un romanzo: come tale si presenta e come tale procede spesso dando libero sfogo alla fantasia; ma è anche storia, cronaca, verità, e quando non è vero è verosimile o comunque credibile. All’autrice, che ha studiato pianoforte e ha cantato in teatro ma è anche giornalista e sceneggiatrice, non sembrava possibile che dei due figlioletti del musicista Leopold Mozart l’uno fosse un genio sommo e l’altra una nullità della musica. Senza mai offendere una realtà fissata nei documenti e resa nota grazie alla fortuna anche biografica del fratello, la Charbonnier racconta una lunga vita fatta di delusioni, inganni, ostacoli sia musicali che sentimentali: e dimostra come la donna dell’epoca (e del prima e del poi) fosse impossibilitata a esprimersi in musica se non nell’ambito del teatro, cantando sui palcoscenici (e magari incorrendo in censure morali d’ogni sorta). Il romanzo è scritto bene, accattivante, ora serio e ora faceto (si veda l’incontro con la regina di Francia, vecchia e malconcia ma sensibile e sorniona), e non lascia nulla al caso, sempre raccogliendo le fila della narrazione con sapienti sintesi finali che sembrano quasi concertati d’opera.


Historical Novel Society Reviews

Susan Higginbotham (USA)

I dialoghi della Charbonnier, in quest’opera prima, sono vivaci e la sua prosa è a tratti meravigliosamente spiritosa, a tratti intensa e commovente. I suoi personaggi, da un barone che declama orribili poesie al volubile e beffardo Mozart, sono vividi. La stessa Nannerl è un’eroina molto ben disegnata, che si trasforma, da un’adolescente ostile e rabbiosa, in una gentile ma formidabile donna anziana, e che in ultima istanza si assume la responsabilità del lascito musicale di suo fratello. Il suo viaggio incanterà gli amanti della musica come gli amanti del romanzo storico.


La Voce di Romagna

Salvo Zappulla

Classificare questo romanzo come storico mi sembra estremamente riduttivo. C’è molto di più: la magia della musica, l’amore fraterno, l’amore carnale, le complicità, le aspirazioni adolescenziali, il sogno; il sogno che s’infrange contro una barriera di gretto materialismo. Cosa c’è di più crudele che togliere a una creatura la possibilità di seguire le proprie aspirazioni? Privarla della sua linfa vitale. Condannarla a un’esistenza piatta. La Charbonnier scava nei sentimenti delle persone, indaga, intreccia passioni, vulnerabilità, prepotenze e malcostumi. E come sempre i suoi dialoghi sono ammalianti.

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LA SORELLA DI MOZART recensioni. La copertina del libro

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