Con quale Alexandre Dumas abbiamo a che fare: il padre o il figlio?

Il padre: l’autore de I tre moschettieri, Il conte di Montecristo e molti altri celebri romanzi.

Quindi è lui il protagonista della tua storia?

Dumas è senz’altro il personaggio maschile più importante. Ma la figura centrale è quella di una donna: una certa Maria Stella Petronilla Chiappini, che nacque a Modigliana, in Romagna, nel 1773. Maria Stella riesce a ottenere un appuntamento con Dumas con la scusa di fargli l’oroscopo, ma il suo vero scopo è raccontargli la storia della propria vita: vuole che lui scriva un libro su di lei.

E perché Dumas dovrebbe farlo?

Perché quella di Maria Stella è una storia perfetta per un libro di avventure. Nel primo ’800 questa signora era molto famosa; era una delle persone più ricche d’Europa. Un giorno scoprì che l’uomo e la donna che l’avevano allevata non erano i suoi veri genitori — non erano i suoi genitori biologici, diremmo oggi. Era figlia di due francesi, che l’avevano ceduta ai due italiani in cambio del loro figlio maschio, per ragioni di eredità. E il figlio maschio era diventato nientemeno che re di Francia: Luigi Filippo d’Orléans.

Si tratta quindi di una storia vera?

Sì, di un fatto storico curioso e poco noto: il cosiddetto baratto di Modigliana. Maria Stella riuscì a sollevare uno scandalo enorme; il Re dei Francesi fece di tutto per insabbiarlo, e in parte ci riuscì. Ma sullo scambio di neonati sono stati scritti molti libri e si sono svolte molte indagini, nel tempo. I discendenti di Maria Stella sperano tuttora di riuscire a provare che ci fu il baratto.

Alexandre Dumas ha conosciuto veramente Maria Stella?

Nelle sue Memorie, Dumas riferisce l’intera vicenda nei dettagli, descrive l’abitazione di Maria Stella a Parigi e parla delle abitudini quotidiane di quella donna. Inoltre, racconta di essere stato coinvolto personalmente nel grande scandalo che lei sollevò. Da ragazzo faceva il copista per Luigi Filippo e si ritrovò a scrivere uno dei documenti ufficiali che contestavano la tesi di Maria Stella.

Cosa ti ha spinta a occuparti di questa vicenda?

Ero ancora al lavoro sul mio primo romanzo e facevo ricerche in una biblioteca, quando notai un trafiletto che parlava di una cantante d’opera: era lei. Maria Stella, da ragazza, si esibì nelle “buffe rappresentazioni” a Firenze. L’idea di raccontare il mondo dell’opera mi affascinò, ma la questione dello scambio nella culla mi colpì ancora di più. Credo che scoprire, solo una volta adulti, di non essere figli dei propri genitori sia uno choc terribile. Siamo figli di chi ci genera o di chi ci alleva, dunque? Se fossimo stati allevati da qualcun altro, saremmo persone diverse? Questi sono gli interrogativi alla base del romanzo.

Ci sono altre ragioni per le quali hai associato alla figura di Maria Stella quella di Alexandre Dumas?

Quella di Dumas padre è una figura che ammiro molto. Credo fosse un uomo straordinario. Ebbe una vita ancora più romanzesca di quelle dei suoi personaggi. Visse in un’epoca di grandi fermenti politici e in un ambiente eccezionalmente stimolante: era amico di grandi pittori, attori, musicisti, poeti. Inoltre fui colpita da una coincidenza: Maria Stella morì nel 1843 e l’anno successivo uscirono sia I tre moschettieri, sia Il conte di Montecristo.

Nel romanzo, i capitoli nei quali Maria Stella si confronta con Dumas sono scritti quasi interamente in forma di dialogo. Perché hai scelto questa soluzione?

Non ho mai avuto in mente un’alternativa. Fin dall’inizio ho pensato che questi due individui non avrebbero potuto fare altro che parlare, scherzare, bisticciare. Il Dumas che conosciamo nel romanzo è un uomo alla vigilia della grande espansione: non ha ancora conosciuto il vero successo. Di fronte a lui c’è una vecchia signora stramba che vuole piegarlo ai propri scopi e insieme infondergli fiducia. A lui piacciono moltissimo le donne e a lei sono piaciuti molto gli uomini, ma la differenza d’età rende impensabile qualunque coinvolgimento. Lei lo ammira; lui la trova supponente e un po’ matta, ma è affascinato e divertito. In queste condizioni, e con le limitazioni del galateo, che cosa avrebbero potuto fare, questi due, se non conversare?

Maria Stella fa l’oroscopo a Dumas. Per quale ragione? Cosa c’entra l’astrologia?

Ho utilizzato questo argomento per parlare di tutt’altro — cioè, del ruolo della genetica e delle circostanze nel disegnare le personalità umane. In biologia, secondo una certa scuola di pensiero, la nostra personalità, le nostre attitudini e in qualche modo il nostro destino sono determinati dalla genetica; l’arricchimento dell’esperienza ha un ruolo piuttosto marginale. Secondo gli astrologi, in modo in fondo non dissimile, è la configurazione dei pianeti nel momento della nascita a determinare la nostra personalità, le nostre attitudini e il nostro destino. Se poi c’è di mezzo uno scambio di neonati, e quindi ognuno dei due cresce in un ambiente che in teoria non dovrebbe appartenergli, la questione si fa più interessante. L’astrologia nel romanzo è quindi un modo per parlare di destino, di autodeterminazione, e del ruolo delle circostanze.